Breve storia della comunicazione tramite internet.

Internet non è nata come progetto militare. Levatevelo dalla testa. Internet è nata per battere i sovietici nella corsa allo spazio. Come? Collegando fra di loro i migliori scienziati americani e facilitando lo scambio dei dati fra i centri di supercalcolo sparsi negli Stati Uniti.

L’AVVENTO DEL WEB E L’ITALIAN INTERNET DAY
Il resto è storia recente. Nel 1985 nasce NSFNet, la rete della Fondazione americana per la scienza (National Science Foundation), che doveva collegare i centri di supercomputing americani con delle dorsali di tramissione dedicate (backbone). Nel 1990 Arpanet fu chiusa e la rete della NSF andò incontro a un processo di evoluzione in cui ai sussidi federali si affiancarano quelli di molte aziende private come Mci. NsfNet chiuderà nel 1995. Ma nel frattempo non smettevano di moltiplicarsi i computer privati collegati in rete e accessibili dai cittadini. Perchè?

Nel 1991 era nato il World Wide Web (Ragnatela attorno al mondo) che permetteva di sfruttare agevolemente la capacità trasmissiva della rete basata su Tcp/Ip. Ed era nato dall’idea di uno scienziato inglese che aveva progettato un sistema di relazione ipertestuale tra documenti elettronici, l’Html (Hypertext markup Language), ancora una volta, per facilitare il lavoro degli scienziati delle alte energie, stavolta però accadeva in Europa, al Cern di Ginevra.

Insieme all’Http (Hyper Text Control Protocol) e al sistema degli Url (Uniform Resource Locator) che costituirono il primo nucleo del web, Internet uscì fuori dai laboratori di ricerca e hacker e appassionati ne svilupparono i programmi che usiamo ancora oggi, come il browser Mosaic che permetteva di accedere i documenti elettronici e ipertestuali residenti sui computer collegati via Internet e anche di “leggere” i primi siti web.

Intanto però era successa una cosa che ci riguarda da vicino: il 30 aprile 1986 dall’Italia e precisamente da Pisa, era partito un pacchetto di bit verso il Telespazio in Abruzzo: sparato al satellite Intelsat V era atterrato in un battibaleno a Roaring Creek in Pennsylvania (Usa).

Anche l’Italia era collegata ad Internet, ops, Arpanet.
A quel tempo i computer non lavoravano e non apparivano come li vedete oggi
All’accessione presentavano uno schermo nero con la dicitura C: e un trattino bianco lampeggiante
Sembrava il primo videogioco, il tennis.

Lavorava in DOS acronimo di Disk Operating System.
Era necessario studiare e imparare molto solo per compiere le prime azioni, le prime connessioni non erano altro che chat verso un interlocutore, e il modem non era altro che un apparecchio sul quale si poggiava la cornetta del telefono, si componeva un numero e si andava lentamente, molto lentamente in connessione.

Non vi erano immagini e tantomeno filmati da condividere, ma solo informazioni.

Windows nacque successivamente, ed era considerato dai puristi un programma accessorio senza futuro, serviva solo ad aiutare i meno esperti a connettersi alla rete per poter sfruttare l’enorme potenzialità.
Nelle case iniziava ad entrare questo semi inutile elettrodomestico, personalmente non ne ho mai sentito la mancanza sino a quando lo sviluppo e la diffusione della rete non è progredita insieme alla velocità di connessione, si andava prima a 56 Kbs ( inizialmente a 14,4 Kbs) poi con l’avvento dell’ ISDN ( 128Kbs) che per averla in casa era un’impresa e un costo non indifferente, ogni minuto di connessione era calcolata come tariffa urbana a tempo.

Addirittura i primi Provider (primo collegamento ponte dal vostro PC alla rete) era gestito da privati, e l’accesso al provider, che doveva essere esclusivamente all’interno del vostro comune per via del costo delle “ telefonate” costava mediamente circa 360/400 mila lire annue da versare anticipatamente.Ma andava bene così
Le connessioniper i privati avvenivano in caso di ponderata necessità, ricerche, studi, letture importanti, un’enciclopedia on line.

Su internet si studiava, cazzeggiare sarebbe stato come essere schiavi della ludopatia, anche se a dire il vero, c’era poco per farlo, sino a quando non cambiarono le tariffe, i provider divennero gratuiti, le connessioni (care) ma a forfait, e nacquero le prime chat.

La vera rivoluzione ordinata del libero scambio di idee e quant’altro.
All’interno vigevano delle regole di educazione e rispetto, chi esagerava…fuori.

E’ stato un approccio e un evoluzione rispetto ad oggi abbastanza lenta e graduale, che ha dato modo agli utenti di allora di avere modo di crescere e prendere coscienza e metabolizzare il sistema.

Non esistevano le Fake News, non esistevano le truffe on line, e quando si sono gradualmente presentate si ha avuto il tempo per percepirle come tali.

Oggi, le nuove generazioni di “Naviganti” proiettati loro malgrado grazie (o purtroppo) all’avvento dello smartphone, sono tecnicamente impreparati, non hanno un iter pregresso.
Non han seguito un percorso teorico di apprendimento e non sono andati avanti insieme alla tecnologia.

Gli è stata presentata, senza regole, senza background e senza nulla.
Si è passati dalla lettura di trattati scientifici alla Bufale con la stessa credibilità.
Dai resoconti dei viaggi sulla Luna alla teoria della terra piatta.

Tutti possono scrivere, tutti possono aprire un sito, e tutti, nemmeno a dirlo, possono scrivere su i social le loro verità.

E siamo tornati indietro di 50 anni, quando mia Nonna mentre guardavo la TV mi diceva stai composto che di la (dallo schermo TV) ti vedono e dalla TV spenta durante la cena, perché altrimenti vedevano cosa stavamo mangiando.
Oggi abbiamo generazione di 50enni che cambiano smartphone ogni 6 mesi in quanto a loro insaputa vi inseriscono microspie, forse perché Facebook e Google gli dicono dove si trovano in quel momento.

Si fanno selfie al pronto soccorso dopo aver controllato il loro aspetto fisico, magari con gli aggiustamenti necessari, e scrivono oggi qui: Pronto Soccorso.
Alla quindicesima domanda tipo: “Oddioooo che è successo? Come stai? Facci sapere, tutto bene?”
Rispondono… “ho portato la Nonna a fare le analisi”.

Segnalano nei gruppi di prestare attenzione in Via Manzoni all’altezza del Civico 43 che vi è una cacca di cane, e si indignano e inveiscono contro l’amministrazione Comunale che non interviene.

Finalmente “Ognuno è uno” appare, quindi è!
E di conseguenza, questa convinzione, questa mentalità influenza tutti rapporti che intrattengono nel web.

Le altre 100.000 situazioni le conoscete anche voi.
Peccato!