Denuncia e querela- Pari non sono.

La denuncia è l’atto con il quale la autorità giudiziaria viene posta a conoscenza che un determinato reato, procedibile di ufficio, è stato commesso. Nel caso della denuncia, il reato «comunicato» non deve essere sottoposto alla condizione di procedibilità. In questo caso, indipendentemente dalla successiva volontà del denunciante, l’imputato potrà comunque essere processato e condannato.

La querela, invece, oltre a contenere come per la denuncia la descrizione del reato commesso, deve espressamente riportare la cosiddetta «istanza di punizione» ovvero, l’espressa volontà del querelante che si proceda penalmente nei confronti della persona querelata affinché quest’ultima possa essere punita a norma di legge.

Nel caso di reati perseguibili solo a querela, la possibilità di processare e, eventualmente, di condannare l’imputato dipende dalla successiva volontà della persona offesa.

In tali ipotesi, infatti, il querelante potrebbe decidere di «rimettere la querela» facendo, in sostanza, venir meno la formulata «istanza di punizione». La remissione della querela (il suo ritiro) impedisce la prosecuzione di ogni attività di tipo penale nei confronti dell’imputato.

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