Legge n° 155/2017. Esdebitamento del Consumatore

Alcuni giorni orsono abbiamo dato notizia della nuova Legge n° 155/2017
Che in parte sostituisce e in parte è complementare alla

Legge Salva suicidi 3/2012.

La 3/2012 era riservata a piccoli, medi e grandi imprenditori, in quanto il presupposto essenziale era quello di mettere in gioco, ovvero offrire tutto quanto era in possesso del debitore, da beni Immobili e Mobili.
Una legge che non consentiva al privato cittadino sovra indebitato di porre rimedio ad una situazione insostenibile sia dal lato economico che dal lato umano.

Con la nuova Legge

il privato cittadino può accedere previa richiesta e assistito da un legale all’ OCC (Organo di Composizione della Crisi) mettendo in gioco solo il suo reddito (In parte ovviamente) da lavoratore dipendente.
La Legge al momento sembrerebbe una svolta decisiva, personalmente devo frenare l’entusiasmo in quanto la ritengo effettivamente un salvavita, non pensando certo ai gesti estremi, ma al quotidiano, un quotidiano che obbliga le persone, le incatena e le soffoca per anni, tenendole in stati psicologici devastanti, per non parlare del lato pratico, quantificando con una parola…in miseria.

Al momento non mi sbilancio, non brindo, e non mi affaccio dal mio balcone, ma mi sia concesso, esprimo dei pareri positivi sempreché la mia interpretazione della Legge sia corretta, non tanto per ignoranza, ma perché tra la grammatica (la Legge) e la Pratica (l’applicazione) vi è sempre di mezzo il mare (l’interpretazione Giuridica).

In sintesi ho compreso questo:
Chi ha più debiti con diverse società, e si ritrova a pagare mensilmente una determinata cifra insostenibile per far fronte a tutti gli impegni, oggi non avrebbe via d’uscita, se non quella di diventare cattivo pagatore, tagliare tutti i ponti e attendere il primo che arriva sul suo stipendio, lasciando gli altri creditori in accodo.

La Legge (155/2017) cosa mi fa intendere:
Che il debitore tramite l’OCC dichiarando tutti i suoi debiti, e avvalendosi di quest’organo e della decisione di un Giudice preposto, potrebbe ripianare tutti i suoi debiti con un prelievo di un quinto sullo stipendio per 4 anni (limite stabilito dalla Legge) con modalità non ancora note ma prevedibili, dovrebbe soddisfare per non meno del 10% del debito residuo ogni debitore.

E’ perfetto no?

Ribadisco, di non esultare ancora per scaramanzia, nel frattempo, ho richiesto ai nostri legali maggiori informazioni, chiarimenti e conferme.
Attendo nella speranza di proclamare “Annuntio Vobis Gaudio Magno”
E vi sarebbe anche un altro particolare non di poco conto.

Tutte le società “che promettono di liberarti dai debiti” che in parte (in gran parte) proprio “efficienti non sono” e con richieste di somme spesso esose ed eccessive, da domani non avranno più motivo di esistere, possono tranquillamente chiudere.
Resterebbe aperto il discorso del debito singolo, unico, e non sostenibile, magari già in sofferenza o in fase legale.
In quel caso la procedura sopra descritta sarebbe controproducente e dispendiosa, quindi resta la prassi di richiesta di saldo e stralcio, classica, consueta, e per chi ci conosce e ci segue da sempre, sa benissimo che è il nostro punto di forza.

Ci pensiamo noi.
Continuate a seguirci, il tema sarà sempre tenuto in caldo con aggiornamenti, verifiche e test ( non su strada) ma nelle aule di Tribunali.