Multe: Quando la cartella esattoriale è nulla

Se un cittadino non ha pagato alcune multe, per alcune di queste gli viene notificata, negli anni successivi, la relativa cartella esattoriale da parte della società privata che cura la riscossione esattoriale delle entrate del Comune.

L’automobilista non si oppone neanche in questo caso e lascia scadere i termini per il ricorso. Successivamente però arriva un fermo auto.

È qui che il debitore si sveglia e decide di fare opposizione.

Le sue contestazioni si basano su due punti.

  • Il primo: alcune cartelle non sono mai state ricevute, probabilmente per qualche errore nell’indirizzo riportato sulla busta.
  • Il secondo: la notifica delle cartelle correttamente consegnate al destinatario è invece avvenuta ben oltre cinque anni fa; per cui, nel frattempo, si è verificata la prescrizione.

Si costituisce in causa l’esattore locale che deposita la copia delle relate di notifica di tutte le cartelle e dei solleciti di pagamento interruttivi della prescrizione. Si tratta, come detto, di fotocopie e non degli originali. Ma su di esse, il dirigente della società privata ha apposto un visto di autentica dichiarando che sono “conformi all’originale”.

Di qui il quesito di carattere legale: quale valore ha tale attestazione? La risposta è fin troppo scontata: nessun valore.

I Comuni possono valersi di società  private per il recupero dei propri crediti, ivi comprese le multe non pagate.

Queste società non sono enti pubblici come invece lo è l’agente per la riscossione delle entrate Statali.

Pertantoi suoi dipendenti non sono pubblici ufficiali. In sintesi: solo un pubblico ufficiale può avere poteri certificatori e autenticare una copia come appunto quella della relazione di notifica di una cartella o l’avviso di ricevimento della raccomandata con cui tale cartella è stata spedita.

Non vale quindi “l’autentica” della relata di notifica proveniente dal dipendente della società di riscossione, in quanto soggetto non abilitato.

Risultato: non essendo la fotocopia una valida prova documentale per contrastare le contestazioni sollevate dall’automobilista, il Giudice è tenuto ad accogliere il ricorso di quest’ultimo e a ritenere che la cartella o l’intimazione di pagamento interruttiva della prescrizione non è mai arrivata a destinazione.

In sintesi, per far annullare la cartella di pagamento relativa a una multa mai pagata potrebbe essere sufficiente contestare  il fermo auto successivo e sostenere che la notifica dell’atto precedente ( la cartella ) non è mai avvenuta.