Nuova Legge sull’esdebitamento

La nuova Legge va a sostituire la 3/2012 (salva Suicidi)

In attuazione alla legge n. 155/2017, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n. 38 del 14.02.2019, il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza (d. lgs. 14 del 12/01/2019). Alcune disposizioni contenute nel decreto legislativo sono destinate ad entrare immediatamente in vigore, altre entreranno in vigore dopo 18 mesi dalla pubblicazione in G.U.

Il debitore incapiente

Ex art. 283, “Il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al dieci per cento.

Non sono considerate utilità, ai sensi del periodo precedente, i finanziamenti, in qualsiasi forma erogati.

Nella “vecchia” legge, n° 3/2012 ( salva suicidi) non era infatti prevista la figura del debitore incapiente, e quindi l’utilità della norma sull’esdebitazione totale, per questi soggetti, era notevolmente compromessa.
Se il debitore non possedeva nulla, non poteva accedere alla procedura di esdebitazione.

Numerose erano le “rigidità” della normativa precedente, e sicuramente non era prevista alcuna possibilità, per il debitore “totalmente incapiente”, di liberarsi da tutti i debiti e ripartire da zero.
In sostanza non aveva alcuna prospettiva per un pieno reinserimento sociale.

Ma chi è il debitore totalmente incapiente?

È sicuramente il sovra indebitato che non ha beni mobili o immobili da sottoporre a liquidazione volontaria al fine di ottenere l’esdebitazione totale, e sicuramente il debitore incapiente è anche chi non poteva e non può inserire nel piano alcun altro reddito in garanzia se non il suo personale.

Il nuovo codice prevede invece che se non ho nulla, posso comunque accedere alla procedura di esdebitazione, sempre che sia un soggetto “meritevole”.

Come per la vecchia legge, e questo per ovvie ragioni, è previsto anche in questa legge che si possa accedere alla procedura solo ove non vi siano stati atti in frode al creditore.
Ogni quanti anni posso accedere alla procedura dell’esdebitazione totale come debitore incapiente?
Anche sotto questo aspetto, il codice della crisi e dell’insolvenza introduce un’importante novità.
La legge 3/2012 prevedeva all’art. 7 comma 2 (requisiti di ammissibilità): “La proposta non è ammissibile quando il debitore, anche consumatore: b) ha fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo che si poteva riproporre”.

Diversamente invece il nuovo testo prevede che: “il debitore incapiente può accedere all’esdebitazione solo per una volta”.

Ma vi è di più. Nei successivi 4 anni, è previsto nella legge che il debitore “deve presentare, a pena di revoca del beneficio, ove positiva, la dichiarazione annuale relativa alle sopravvenienze rilevanti ai sensi dei commi 1 e 2”.
Quindi chi intendeva fare il furbo vedrà revocati i benefici della procedura di esdebitazione concessa, senza che abbia più alcuna possibilità di accedere ad una nuova procedura.
La cessione del quinto rientra nella procedura di composizione della crisi?

L’art. 65 sancisce che: “La proposta può  prevedere anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione e dalle operazioni di prestito su pegno, salvo quanto previsto dal comma 4”.
Alla vecchia legge, legge 3/2012, era stata data una interpretazione restrittiva in merito alla cessione del quinto dello stipendio.

D’altro canto lo scopo della legge 3/2012 è quella di offrire una seconda opportunità al debitore.

Quali sono i costi della procedura?

Questa è un’altra importante novità dell’attuale legge.

L’art. 283 c.6 “debitore incapiente” prevede che “I compensi dell’OCC sono ridotti della metà”.

Questo era un altro problema che impediva a debitori totalmente incapienti, l’accesso alla procedura da sovra indebitamento.
La domanda più frequente era: “Se non ho soldi come faccio a pagare il gestore della crisi?”.

Prima la legge dava ampia libertà di scelta, agli organismi di composizione della crisi, in merito agli acconti che il sovra indebitato doveva versare al fine di avviare la procedura.
Ora la legge ha previsto per il debitore incapiente che i compensi dell’organismo siano ridotti della metà.