Potere di acquisto cosa è e quanto ne è stato perso

Il potere d’acquisto è il valore di una valuta espresso in termini di quantità di beni o servizi che una unità della valuta stessa può acquistare.

Ovviamente più beni o servizi possono essere acquistati con la stessa quantità di denaro, più aumenterà il potere d’acquisto della moneta stessa.  L’esempio classico si può basare sul bilancio familiare e l’acquisto di beni.

In base agli introiti mensili del consumatore questi deve far quadrare i conti per tutto quanto concerne le necessità personali e/o familiari, che per brevità chiameremo spese necessarie, aggiungendo le spese per utenze domestiche quali Luce, Acqua, Gas.

Perché si dice perdita di potere di acquisto?

La perdita del potere di acquisto è dovuto al costante  incrementato seppur di poco di volta in volta  dei prezzi di tutte le materie, i beni, i servizi, fermo restando l’immutato introito mensile.

Un altro esempio appropriato è riferito alle pensioni, diversamente dai redditi da stipendio, che può subire variazioni, le pensioni da anni subiscono il blocco dell’indicizzazione che stabiliva una percentuale annua legata all’inflazione.

Negli ultimi anni, l’inflazione si è stabilizzata su livelli bassi, quindi l’indicizzazione sarebbe di pochi euro.

Ma prendiamo ad esempio una pensione standard lorda che viene ultimamente citata dai nostri Governanti.

La pensione di 1.500 € (lordi).

Quanto si sta perdendo?

Se non vi fosse il blocco dell’indicizzazione, o perequazione il pensionato avrebbe un aumento mensile di circa 15/17 € (netti).

Poca roba si potrebbe dire, ma stabiliamo la cifra di 15 € mensili che moltiplicheremo per 12, quindi 180€ euro annui. Inizia ad essere una cifretta, diciamo una fattura del gas? Ok.

Ma non è da vedere nel periodo dell’anno in corso, ma vanno sommati tutti gli anni per i quali questa perequazione non si percepisce più.

Il tutto è iniziato nel 2007 con il Governo Prodi  che stabilì il blocco delle perequazioni automatiche a partire dal 2008 per le pensioni sopra i 3.539 € mensili (lordi).

Successivamente ci mise lo zampino il Governo Berlusconi che blocco tutte le perequazioni ad eccetto le pensioni minime.

Nonostante una successiva sentenza della Corte Costituzionale dichiarò l’illegittimità  del provvedimento, i vari Governi che si sono succeduti non han provveduto e non si sono attenuti.

Arrivando ai giorni nostri, anche il Governo “Gialloverde” ha deciso che 1.500 € mensili (lordi) sono abbastanza e da quella cifra in su, a scalare le indicizzazioni sono in percentuale sino ad azzerarsi.

Ora, tirando le somme per tutti i consumatori Italiani, negli ultimi anni comunque e per la precisione gli ultimi 10 si son persi 5.000 € di potere di acquisto, e se gli stipendi non han viaggiato di pari passo, ecco perché adesso son dolori, sperando che domani non siano guai grossi.

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