Reddito di Cittadinanza-Poche richieste dai giovani

Per molti, infatti, il rischio maggiore era che il beneficio fortemente voluto e sostenuto dal Movimento 5 Stelle potesse finire per diventare un disincentivo alla ricerca di un lavoro stabile.

Ma questo dato è stato sin da subito se non smentito, sicuramente non determinante in quanto il sussidio è comunque limitato nel tempo, pur volendo considerare i primi 18 mesi periodo entro il quale difficilmente i centri dell’impiego, i navigator oggi fissati in 3.000 unità rispetto alle 10.000 dichiarate inizialmente (poi ridotti a 6.000) sicuramente non saranno pienamente operativi entro il primo periodo.

Ma c’è anche un altro aspetto: la misura era stata concepita per combattere la disoccupazione, con particolare attenzione ovviamente a quella giovanile, la “vittima” preferita della crisi e quella che ha pagato negli anni, e paga ancora la crisi.

Le cose invece non sembrano essere andate proprio così.

Il Reddito di Cittadinanza sembra infatti convincere la platea dei più grandi, in larga parte cinquantenni fuori dal mercato del lavoro.

I più giovani, invece, non sembrano invece fidarsi della misura nè tantomeno del programma di formazione e avviamento che dovranno mettere a punto i navigator, nodo per molti ancora da sciogliere e con troppi punti interrogativi.

FLOP TRA GLI UNDER 30 – Numeri alla mano, infatti, dal 6 marzo – giorno dell’avvio delle procedure per accedere al Reddito di Cittadinanza – appena il 6,8% degli under 30 ha fatto domanda.

Il dato emerge dalle statistiche diffuse dalla Consulta Nazionale dei Caf. La percentuale degli under 30 cresce, ma di poco, al Sud, arrivando al 10,3%, mentre al nord sono il 4,7% e al centro il 3,2%.

 

Una spiegazione è che: “Gli under 30 risulteranno più spesso inseriti nel nucleo familiare dei genitori, e quelli che fanno nucleo a sé hanno già probabilmente una fonte di reddito e quindi non presentano la domanda.”

Questo era già da tempo forte dubbio sull’efficacia e la destinazione della misura.

Altra spiegazione realistica:

Alquanto raro nella realtà un disoccupato under 30 con alloggio e canone di affitto che si sostenga e come?

Se non vi è alle spalle un nucleo familiare in grado di sostenere le sue spese, sarebbe una mosca bianca. E se vi è “sponsorizzazione” familiare in casi simili, crediamo che l’aiuto superi abbondantemente i 780 € mensili.

Insomma, provando a tirare le somme, ancora parziali, ma con le quali si può già avere un’apprezzabile statistica in quanto mancano pochi giorni al termine delle domande per questa prima fase, il Reddito è richiesto da stranieri e over 50, persone uscite dal mercato del lavoro e con poche chances di reinserirsi.

Nel caso degli stranieri il rischio poi è che la misura finisca per favorire lavori in nero, una piaga difficilissima da combattere e in continua crescita.

Unica nota positiva e certa e che andrà ad aumentare le misere pensioni minime e che soprattutto i beneficiari non saranno soggetti a pastoie burocratiche e paletti.