Reddito: pacchetto complicazioni

Quelli del Movimento 5 Stelle lo hanno ribattezzato con un certo sarcasmo «pacchetto complicazioni».

E già questo la dice lunga sulla qualità dei rapporti tra i due alleati di governo. Sono gli emendamenti presentati dalla Lega per stringere i bulloni del reddito di cittadinanza. C’è la possibilità di rinnovare il sussidio una sola volta, la necessità di aver lavorato per almeno due anni negli ultimi dieci, la certificazione dello stato patrimoniale della famiglia residente all’estero per gli stranieri, fino al documento che dimostra che non si vive più insieme per chi (guarda caso) si è separato dopo il primo settembre 2018.

Il «pacchetto complicazioni» dovrebbe far scendere la platea del reddito di cittadinanza, cioè il numero delle famiglie che potenzialmente ne potrebbero usufruire, da 1,7 milioni a 1,2 milioni.

Sempre a prendere per buona, come punto di riferimento, la cifra indicata dal governo, visto che in Parlamento sia Istat che Inps hanno rivisto al ribasso quel numero.

In ogni caso ci sarebbe un ridimensionamento della platea.

La mossa della Lega viene vissuta dal Movimento 5 Stelle con un certo nervosismo.

Anche perché la contromossa non è possibile: se la Lega prende di mira il reddito di cittadinanza, i senatori del Movimento 5 Stelle non si possono vendicare con un «pacchetto complicazioni» su quota 100, perché l’intervento sulle pensioni è sostenuto anche da loro. Una guerra asimmetrica. Che potrebbe travolgere anche una possibile correzione di buon senso.

Quale?
C’è il rischio che il reddito di cittadinanza si trasformi in un incentivo al lavoro nero . Colf, badanti e baby sitter potrebbero rinunciare a un contratto regolare per sommare la paga in nero al nuovo sussidio. L’Assindatcolf, l’associazione dei datori di lavoro domestico, aveva suggerito di risolvere il problema equiparando le famiglie alle imprese, con la possibilità di avere uno sconto sui contributi per chi assume un lavoratore che sta incassando il reddito di cittadinanza.

Un emendamento che prevede questo meccanismo è stato presentato dal Movimento 5 Stelle. Ma con l’aria che tira non è certo detto la Lega lo appoggi.

Fonte Corsera