Se lo spread sale, aumenta il costo dei mutui?

Riepiloghiamo brevemente cosa è lo ” Spread” e come funziona:

Lo Spread denota la differenza tra il tasso di rendimento di un’obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento;[2] in questo caso, ad esempio, se un BTP con una certa scadenza ha un rendimento del 7% e la corrispettiva Bundesanleihe tedesca con la stessa scadenza ha un rendimento del 3%, allora lo spread sarà di 7 − 3 = 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base.

Nel calcolare lo spread vengono presi a riferimento i Btp. I Btp sono una delle 5 categorie di titoli di Stato emesse sul mercato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ciascuno con diverse caratteristiche in termini di scadenza, rendimento e modalità di pagamento degli interessi dovuti.
In generale i titoli di stato sono obbligazioni emesse per finanziare (coprire) il proprio debito pubblico o direttamente il deficit pubblico.

Il buono del tesoro è un certificato di debito emesso dallo Stato italiano per ottenere liquidità di denaro immediata.
Il rendimento dei Btp è emesso mediante il pagamento degli interessi attraverso cedole fisse semestrali.

Per determinare il valore dello spread bisogna innanzitutto calcolare il tasso di rendimento interno del Btp e del bund a 10 anni.

Un punto base corrisponde a una differenza tra i due rendimenti dello 0,01 per cento, 100 punti base corrispondono a una differenza dell’1 per cento.
Ad esempio se un BTP con una certa scadenza ha un rendimento del 7 per cento e il corrispettivo Bund Tedesco con la stessa scadenza ha un rendimento del 3 per cento, allora lo spread sarà di 7 − 3= 4 punti percentuali ovvero di 400 punti base.

La determinazione giornaliera dello spread avviene sulla base delle libere contrattazioni sui mercati dei titoli.
Quando lo spread sale, cioè quando la differenza tra i titoli di stato italiani e tedeschi aumenta, a farne le spese sono coloro che hanno acquistato i Btp, e quindi le banche e i risparmiatori.

Si è iniziato a monitorare il valore dello spread per misurare il “rischio Paese” per una determinata nazione in relazione ad altri paesi considerati più o meno sicuri.

Per “rischio paese” si intende il rischio di insolvenza di operatori, pubblici e privati di un determinato stato, dipendente da variabili politiche, economiche e sociali. Il “rischio paese” serve a chi investe con i paesi stranieri.

In sintesi, le Banche che si trovano con un alto numero di Btp, con l’aumentare dello spread per poter rendere appetibile il proprio prodotto, devono alzare il tasso di interesse da pagare a scadenza riducendo la quota ” Guadagno”  quindi una riduzione del capitale disponibile.

Le Banche come Repubbliche indipendenti devono pur pareggiare i conti lavorando con i soldi dei risparmiatori pertanto corrono ai ripari aumentando il costo dei loro prodotti, che non sono altri che prestiti/mutui.

Il prestito di maggiore entità che un privato cittadino può richiedere come massima esposizione è il Mutuo casa , una minima percentuale di tasso d’interesse maggiore prolungata nel tempo, 20, 25, o addirittura 30 anni fa la sua bella differenza.

Altri aumenti collaterali possono essere le spese di tenuta conto, il costo delle operazioni, molto spesso valori esigui sui quali non si fa caso, o si ” abbozza” essendo abituati che…tutto aumenta.