Stalking aggravato se tramite whatsapp

Sussiste la circostanza aggravante dell’uso del mezzo informatico se lo stalking avviene con whatsapp
La vicenda processuale
Il tribunale di primo grado applica, ai sensi dell’art. 444 cpp, la pena di sei mesi di reclusione, rilevando la circostanza aggravante del mezzo informatico dovuta all’utilizzo di whatsapp e condannando l’imputato alla rifusione dei compensi di assistenza e rappresentanza, oltre accessori di legge.

Ricorre in Cassazione l’imputato contestando, tra l’altro, il fatto che il Pm abbia ritenuto come circostanza aggravante, con conseguente modifica dell’imputazione, l’uso dei mezzi informatici, ritenendo erroneamente riconducibile a questi la messaggistica telefonica utilizzata.

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 3989/2019 ritiene infondato questo motivo di ricorso visto che “nel caso di specie, non vi è stata alcuna modifica della fattispecie contestata, ma la mera esplicitazione, rispetto al fatto specificatamente descritto nel capo di imputazione, della necessità di considerare la circostanza aggravante dell’uso del mezzo informatico